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LUOGOTENENZA PER L'ITALIA MERIDIONALE TIRRENICA |
| Organizzazione generale OESSG : CERIMONIALE LITURGICO DELLA VEGLIA DELLE ARMI E DI PREGHIERA E DELLA INVESTITURA dei Cavalieri, Dame e Sacerdoti ammessi all'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme . |
Ordo Equestris Sancti Sepulcri Hierosolymitani
OESSH
CERIMONIALE LITURGICO
della Veglia delle Armi e di Preghiera
e della INVESTITURA
dei Cavalieri, Dame e Sacerdoti
ammessi all'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme

ORDINE EQUESTRE DEL
SANTO SEPOLCRO DI GERUSALEMME
CERIMONIALE LITURGICO
DELLA VEGLIA DELLE ARMI
E DI PREGHIERA
E
DELL’INVESTITURA
CERIMONIALE LITURGICO
DELLA VEGLIA D'ARMI
E
DI PREGHIERA
Cerimoniale approvato dalla Congregazione per il Culto Divino il 17 giugno 1986 in Roma (prot. 1572/86),
per quanto riguarda la formula di Benedizione delle Insegne.
PROCESSIONE DI INGRESSO
Cerimoniere
Cavaliere con Decorazioni Investendi Cavaliere con Decorazioni Promuovendi
Cavaliere con Spada Cavaliere con Speroni
Sacerdoti Investendi
Dame Madrine
Dame Investende
Cavaliere Padrini
Cavalieri Investendi
Cavalieri Vessilliferi di Sezione
Cavaliere con Stendardo di Luogotenenza
Dame Promovende
Dame
Cavalieri Promovendi
Cavalieri
Delegati
Presidi
Cavaliere Crocifero
Cavaliere con cero Cavaliere con cero
Cavaliere con Turibolo Cavaliere con Navicella
Sacerdote con Vangelo
Sacerdoti
Gran Priore / Priore di Sezione o Delegazione
Luogotenente
Cavaliere di scorta Cavaliere di scorta
Durante la Processione, sia di ingresso che di uscita per la Cerimonia della Veglia d’Armi e di Preghiera, si seguiranno gli stessi criteri generali indicati per la Cerimonia di Investitura, con la particolarità che gli investendi non potranno indossare il Mantello (o la Mozzetta) poiché questi saranno predisposti sulla balaustra o sulla scalinata prospiciente l’Altare per la Benedizione.
La Processione potrà subire modifiche in base alle Autorità dell’Ordine presenti.
La Spada, gli Speroni e le Decorazioni degli Investendi e dei Promuovendi, appoggiati su cuscini, vengono portati in Processione da Cavalieri con Tocco e guanti bianchi calzati.
Tutti i Cavalieri addetti alla Cerimonia calzeranno il Tocco e guanti bianchi per l’intera durata della Cerimonia.
POSIZIONI IN CHIESA
I Cavalieri con i cuscini con Spada, Speroni e Decorazioni, giunti all’Altare, deporranno i cuscini sugli appositi tavolini predisposti ai lati dell’Altare e raggiungeranno i posti loro assegnati.
I Sacerdoti Investendi proseguiranno nella Processione fino all’Altare e si posizioneranno nei posti loro assegnati.
Le Dame Investende, con le Madrine, prenderanno posto nei primi banchi a destra.
I Cavalieri Investendi, con i Padrini, prenderanno posto nei primi banchi a sinistra.
I Cavalieri Vessilliferi delle Sezioni, deporranno i Vessilli nelle apposite basi posizionate
sulla destra ai piedi dell’Altare e raggiungeranno i posti loro assegnati, vicino ai Vessilli.
Il Cavaliere Vessillifero di Luogotenenza collocherà lo Stendardo di Luogotenenza nell’apposita base sulla destra dell’Altare e raggiungerà il posto assegnatogli vicino allo Stendardo.
Il Cavaliere Crocifero deporrà la Croce nell’apposita base posizionata alla sinistra
dell’Altare e raggiungerà il posto assegnatogli, vicino alla Croce.
Il Cavaliere con il Vangelo deporrà il Vangelo sull’apposito leggìo posto alla destra
dell’inginocchiatoio, posizionato davanti al faldistorio/scranna del Celebrante, a sua volta
collocato/a davanti all’Altare.
I Cavalieri di scorta, dopo aver accompagnato all’Altare il Celebrante, si porteranno, passando per i corridoi laterali, all’ ingresso della Chiesa per il servizio d’ordine.
N.B: in tutto il testo di questo Cerimoniale Liturgico le posizioni destra e sinistra si intendono guardando l’Altare dalla navata della Chiesa
SALUTO DI ACCOGLIENZA
Prima della Liturgia il Celebrante rivolge brevi parole di saluto e augurio.
Cel. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo
R. Amen
Cel. La pace sia con voi
R. E con il tuo spirito
Cel. Cavalieri, Dame, fratelli e sorelle, siamo qui raccolti in preghiera, per prepararci a
fare il nostro giuramento di fedeltà agli ideali e agli impegni dell’Ordine Equestre
del Santo Sepolcro di Gerusalemme, nel quale desideriamo essere ammessi. Rivolgiamo
la nostra preghiera a Cristo Salvatore perché ci purifichi dai nostri peccati
per la Sua morte in Croce e ci renda partecipi della vittoria della Sua Resurrezione
dal glorioso Suo Sepolcro.
Un Cavaliere lettore si porta al leggìo.
Lettore: Ripetiamo insieme: “Cristo, Figlio del Dio vivente, abbi pietà di noi”.
R. Cristo, Figlio del Dio vivente, abbi pietà di noi.
Lettore: Tu, che per mezzo dello Spirito Santo hai offerto Te stesso innocente e senza
macchia a Dio, purificando la nostra coscienza dalle opere morte.
R. Cristo, Figlio del Dio vivente, abbi pietà di noi.
Lettore: Tu, che sei morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti.
R. Cristo, Figlio del Dio vivente, abbi pietà di noi.
Lettore: Tu, che sei morto perché chi crede in Te non perisca, ma abbia la vita eterna.
R. Cristo, Figlio del Dio vivente, abbi pietà di noi.
Lettore: Tu, che sei stato mandato dal Padre non per giudicare il mondo, ma perché il
mondo si salvi per mezzo Tuo.
R. Cristo, Figlio del Dio vivente, abbi pietà di noi.
Lettore: Gesù, che sei venuto nel mondo perché gli uomini abbiano la vita, e l’abbiano
in abbondanza.
R. Cristo, Figlio del Dio vivente, abbi pietà di noi.
Lettore: Gesù, Buon Pastore, che dai la vita per il Tuo gregge.
R. Cristo, Figlio del Dio vivente, abbi pietà di noi.
Lettore: Gesù, verità eterna che ci fai liberi.
R. Cristo, Figlio del Dio vivente, abbi pietà di noi.
Lettore: Gesù, unica via che ci conduce al Padre.
R. Cristo, Figlio del Dio vivente, abbi pietà di noi.
Lettore: Gesù, Risurrezione e Vita, che anche dopo la morte fai vivere chi crede in Te.
R. Cristo, Figlio del Dio vivente, abbi pietà di noi.
Lettore: O Salvatore del mondo, che morendo ci hai riconciliati con il Padre.
R. Cristo, Figlio del Dio vivente, abbi pietà di noi.
Lettore: Tu, che sei morto e risorto, e ora siedi alla destra del Padre a intercedere per noi.
R. Cristo, Figlio del Dio vivente, abbi pietà di noi.
Lettore: Tu, che nello Spirito del nostro Dio hai purificato tutti gli uomini, e li hai santificati
e giustificati.
R. Cristo, Figlio del Dio vivente, abbi pietà di noi.
Lettore: Tu, che risuscitato dai morti, ci liberi dall’ira ventura.
R. Cristo, Figlio del Dio vivente, abbi pietà di noi.
Lettore: Tu, che hai vinto la morte e hai fatto risplendere la vita.
R. Cristo, Figlio del Dio vivente, abbi pietà di noi.
Lettore: Maria Tua Madre, rifugio dei peccatori, interceda per noi. E Tu donaci l’indulgenza e la pace.
R. Cristo, Figlio del Dio vivente, abbi pietà di noi.
Il coro e l’organo eseguono un breve canto o un breve brano musicale.
LITURGIA DELLA PAROLA
Cel. Preghiamo.
Rafforza, o Signore, la nostra fede affinché la nostra Veglia, illuminata dalla Tua Parola di salvezza, ci faccia incontrare Cristo Tuo Figlio, morto e risorto, che vive e regna nei secoli de secoli.
R. Amen.
Il Celebrante rende posto sul faldistorio precedentemente preparato posizionato davanti all’altare (o sulla scranna se non è un Vescovo)
Il Cerimoniere si porta al leggìo e introduce all’ascolto della parola di Dio (facoltativo)
Cerimoniere: “Come gli antichi Padri, i Cavalieri e le Dame dell’Ordine del Santo Sepolcro guardano a Gerusalemme come alla Città Santa, centro della storia della Salvezza, figura della Chiesa, simbolo della eterna dimora dei Santi, amata da Dio come una sposa. Ascoltiamo la visione profetica della nuova Gerusalemme in confronto a quella distrutta dai Babilonesi e accendiamo i nostri cuori all’amore per la Città del sacrificio, del Sepolcro e della Resurrezione di Cristo, per la Gerusalemme terrena, la Chiesa, nella speranza di raggiungere la Gerusalemme celeste”.
Un Cavaliere lettore (preferibilmente un Delegato) si porta al leggìo e legge la prima lettura mentre il Cerimoniere si sposta di lato.
Lettore: Dal Libro del Profeta Isaia (Is. 54, 1-5)
Esulta, o sterile che non hai partorito, prorompi in grida di giubilo e di gloria, tu che non hai provato i dolori, perché più numerosi sono i figli dell’Abbandonata che i figli della Maritata, dice il Signore. Allarga lo spazio della tua tenda, stendi i teli della tua dimora senza risparmio. Allunga le cordicelle, rinforza i tuoi paletti, poiché ti allargherai a destra e a sinistra e la tua discendenza entrerà in possesso delle Nazioni e popolerà le città un tempo deserte. Non temere, perché non dovrai più arrossire; non vergognarti, perché non sarai più disonorata: anzi, dimenticherai la vergogna della tua giovinezza e non ricorderai più il disonore della tua vedovanza. Poiché tuo sposo è il tuo Creatore, Signore degli Eserciti è il Suo Nome, tuo Redentore è il Santo di Israele, è chiamato Dio di tutta la terra.
Parola di Dio
R. Rendiamo grazie a Dio
Lettore: Salmo Responsoriale (Salmo 122)
Accostiamoci al Monte Sion, alla città del Dio vivente, alla Gerusalemme celeste.
R. Accostiamoci al Monte Sion, alla città del Dio vivente, alla Gerusalemme celeste.
Lettore: Quale gioia quando mi dissero:”Andremo alla casa del Signore”. E ora i nostri
piedi si fermano alle tue porte, Gerusalemme!
R. Accostiamoci al Monte Sion, alla città del Dio vivente, alla Gerusalemme celeste.
Lettore: Gerusalemme è costruita come città salda e compatta.
R. Accostiamoci al Monte Sion, alla città del Dio vivente, alla Gerusalemme celeste.
Lettore: Là salgono le tribù, le tribù del Signore, secondo la legge d’Israele, per lodare il
nome del Signore.
R. Accostiamoci al Monte Sion, alla città del Dio vivente, alla Gerusalemme celeste.
Lettore: Là sono posti i Seggi del giudizio, i Seggi della Casa del Davide.
R. Accostiamoci al Monte Sion, alla città del Dio vivente, alla Gerusalemme celeste.
Lettore: Domandate pace per Gerusalemme: sia pace a coloro che Ti amano, sia pace sulle Tue mura, sicurezza nei Tuoi baluardi.
R. Accostiamoci al Monte Sion, alla città del Dio vivente, alla Gerusalemme celeste.
Lettore: Per i miei fratelli e i miei amici io dirò:”Su di te sia pace!”. Per la Casa del Signore
Nostro Dio, chiederò per te il bene.
R. Accostiamoci al Monte Sion, alla città del Dio vivente, alla Gerusalemme celeste.
Il Lettore ritorna al suo posto.
Il coro e l’organo eseguono un breve canto o un breve brano musicale..
Il Cerimoniere si avvicina al leggìo (facoltativo)
Cerimoniere: “L’ideale originario dei Membri degli Ordini Equestri fu la dedizione, anche a costo della vita, a imprese ritenute nobili e, per quanto riguarda l’Ordine del S. Sepolcro, ritenute anche sante. Tali ideali si incarnano ora nella fortezza nelle situazioni ordinarie e soprattutto nelle difficoltà della vita, nell’impegno generoso e costante per la costruzione di un mondo nuovo e per la crescita della Chiesa, nella lotta per il trionfo del bene.
Devono essere queste le caratteristiche del Cavaliere e della Dama del Santo Sepolcro. S. Paolo ci indica le armi necessarie per questo combattimento spirituale “.
Un Cavaliere lettore (preferibilmente il Preside) si porta al leggìo e legge la seconda lettura mentre il Cerimoniere si sposta di lato.
Lettore: Dalla seconda Lettera di S. Paolo Apostolo agli Efesini (6, 10-18)
Fratelli, attingete forza nel Signore e nel vigore della Sua potenza. Rivestitevi dell’armatura
di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia, infatti, non è contro
creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano le Regioni Celesti. Prendete perciò l’armatura di Dio perché possiate resistere nel giorno malvagio e restare in piedi dopo aver superato tutte le prove. State dunque ben fermi, cinti i fianchi con la verità, rivestiti con la corazza della giustizia, e avendo come calzatura ai piedi lo zelo per propagare il Vangelo della Pace. Tenete sempre in mano lo scudo della Fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno; prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, cioè la Parola di Dio. Pregate inoltre incessantemente, con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, vigilando a questo scopo con ogni perseveranza.
Parola di Dio.
R. Rendiamo grazie a Dio.
Lettore: Salmo Responsoriale (dal Salmo 18)
Il Signore è mia forza e mia salvezza, di chi avrò timore?
R. Il Signore è mia forza e mia salvezza, di chi avrò timore?
Lettore: Ti amo, Signore, mia forza, Signore mia roccia, mia fortezza, mio Liberatore.
R. Il Signore è mia forza e mia salvezza, di chi avrò timore?
Lettore: Mio Dio, mia rupe, in cui trovo riparo; mio scudo e baluardo, mia potente salvezza.
R. Il Signore è mia forza e mia salvezza, di chi avrò timore?
Lettore: Invoco il Signore, degno di lode, e sarò salvato dai miei nemici.
R. Il Signore è mia forza e mia salvezza, di chi avrò timore?
Lettore: Mi circondavano lacci di morte, mi travolgevano torrenti impetuosi: già mi
avvolgevano i lacci degli inferi, già mi stringevano agguati mortali.
R. Il Signore è mia forza e mia salvezza, di chi avrò timore?
Lettore: Nel mio affanno invocai il Signore, nell’angoscia gridai al mio Dio: dal Suo tempio
ascoltò la mia voce, al Suo orecchio pervenne il mio grido.
R. Il Signore è mia forza e mia salvezza, di chi avrò timore?
Il Cavaliere lettore ritorna al suo posto.
Il coro e l’organo eseguono un breve canto o un breve brano musicale.
Il Cerimoniere si avvicina al leggìo (facoltativo)
Cerimoniere: “L’aiuto economico alla Chiesa della Terra Santa, affinché possa vivere e operare dove il Verbo di Dio si è incarnato, è morto, è risorto per la nostra salvezza, si ricollega alla cura che ebbe S. Paolo di soccorrere i bisogni dei poveri della Chiesa di Gerusalemme, organizzando a tal fine, nelle varie Chiese da Lui fondate, apposite collette. Rileggiamo le esortazioni da Lui rivolte a questo scopo ai fedeli di Corinto affinché il nostro gesto di carità sia illuminato dagli stessi motivi e realizzato con la generosità a cui esorta l’Apostolo”.
Un Cavaliere lettore (preferibilmente il Luogotenente) si porta al leggìo e legge la terza lettura mentre il Cerimoniere si sposta di lato.
Lettore: Dalla seconda Lettera di S. Paolo Apostolo ai Corinzi (8, 1-14)
Vogliamo farvi nota, Fratelli, la grazia di Dio concessa alle Chiese della Macedonia: nonostante la lunga prova della tribolazione, la loro grande gioia e la loro estrema povertà si sono tramutate nella ricchezza della loro generosità. Posso testimoniare infatti che hanno dato secondo i loro mezzi e anche al di là dei loro mezzi, spontaneamente, domandandoci con insistenza la grazia di prendere parte a questo servizio a favore dei Santi (i poveri di Gerusalemme). Superando anzi le nostre stesse speranze, si sono offerti prima di tutto al Signore e poi a noi, secondo la volontà di Dio; cosicché abbiamo pregato Tito di portare a compimento fra voi quest’opera generosa, dato che Lui stesso l’aveva incominciata. E come vi segnalate in ogni cosa, nella fede, nella parola, nella scienza, in ogni zelo e nella carità che vi abbiamo insegnato, così distinguetevi anche in quest’opera generosa. Non dico questo per farvene un comando, ma solo per mettere alla prova la sincerità del vostro amore con la premura verso gli altri. Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della Sua povertà. E a questo riguardo vi do un consiglio: si tratta di cosa vantaggiosa per voi, che fin dall’anno passato siete stati i primi, non solo ad intraprenderla ma a desiderarla. Ora dunque realizzatela, perché come vi fu prontezza del volere, così anche vi sia il compimento, secondo i vostri mezzi. Se infatti c’è la buona volontà essa riesce gradita secondo quello che uno possiede e non secondo quello che non possiede. Qui non si tratta di mettere in ristrettezze voi per sollevare gli altri, ma di fare uguaglianza. Per il momento la vostra abbondanza supplisca alla loro indigenza, perché anche la loro abbondanza supplisca alla vostra indigenza.
Parola di Dio
R. Rendiamo grazie a Dio.
Lettore: Salmo responsoriale (dal Salmo 137)
Cristo per noi si è fatto povero, ha dato a noi la Sua ricchezza.
R. Cristo per noi si è fatto povero, ha dato
a noi la Sua ricchezza.
Lettore: Sui fiumi di Babilonia, là sedevamo piangendo al ricordo di Sion.
Ai salici di quella terra appendemmo le nostre cetre.
R. Cristo per noi si è fatto povero, ha dato a noi la Sua ricchezza.
Lettore: Là ci chiedevano parole di canto coloro che ci avevano deportato, canzoni di
gioia, i nostri oppressori: “Cantateci i canti di Sion”.
R. Cristo per noi si è fatto povero, ha dato a noi la Sua ricchezza.
Lettore: Come cantare i canti del Signore in terra straniera? Se ti dimentico,
Gerusalemme, si paralizzi la mia destra.
R. Cristo per noi si è fatto povero, ha dato a noi la Sua ricchezza.
Lettore: Mi si attacchi la lingua al palato, se lascio cadere il tuo ricordo, se non metto
Gerusalemme al di sopra di ogni parola.
R. Cristo per noi si è fatto povero, ha dato a noi la Sua ricchezza.
ACCLAMAZIONE AL VANGELO
Il coro e l’assemblea cantano l’alleluia.
Lettore: “Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il Crocifisso: E’ risorto, non è più qui” (Marco 16,6)
Il Cavaliere lettore ritorna al suo posto
INTRODUZIONE AL VANGELO
Il Cerimoniere si porta al leggìo (facoltativo)
Cerimoniere: “Riportiamoci con la mente e con lo spirito sul Calvario e riviviamo la morte del Signore la sera del Venerdì Santo, la Sua sepoltura, la Sua dimora nel Sepolcro il Sabato Santo e la Sua Resurrezione la mattina del giorno seguente. Seguiamo tutte le mosse del primo Cavaliere del Santo Sepolcro, Giuseppe d’Arimatea e quelle delle prime Dame, le Pie Donne, prime testimoni della Resurrezione di Cristo, e sul loro esempio impegniamo la nostra vita nella consapevolezza della nostra partecipazione alla morte in Croce del Redentore e, sepolti nella Sua morte, risorgiamo con Lui a vita nuova”.
Il Cerimoniere torna al suo posto.
VANGELO
Il Celebrante (o uno dei Sacerdoti assistenti o un diacono) proclama il Vangelo.
Due Cavalieri o Chierici con i candelabri si dispongono ai lati dell‘ambone
Cel. Il Signore sia con voi
R. E con il tuo spirito
Cel. Dal Vangelo secondo Marco (15,33-4 7; 16,1-8)
R. Gloria a Te o Signore.
Cel. Venuto mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. Alle tre Gesù gridò con voce forte: “Eloi, Eloi, lema sabactàni”, che significa: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” Alcuni dei presenti, udito ciò, dicevano: “Ecco chiama Elia!”. Uno corse ad inzuppare di aceto una spugna e, postala su una canna, gli dava da bere, dicendo “Aspettate, vediamo se viene Elia a toglierlo dalla Croce”. Ma Gesù dando un forte grido, spirò. Il velo del Tempio si squarciò in due, dall’alto al basso. Allora il centurione che gli stava di fronte, vistolo spirare in quel modo, disse: “Veramente quest’uomo era il Figlio di Dio”. C’erano anche alcune donne, che stavano ad osservare da lontano, tra le quali Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo il minore e di Joses, e Sàlome, che Lo seguivano e servivano quando era ancora in Galilea, e molte altre che erano salite con Lui a Gerusalemme.
Sopraggiunta ormai la sera poiché era la Parascéve, cioè la vigilia del Sabato, Giuseppe d’Arimatèa, membro autorevole del Sinedrio, che aspettava anche lui il Regno di Dio, andò coraggiosamente da Pilato per chiedere il Corpo di Gesù. Pilato si meravigliò che fosse già morto, e chiamato il centurione, lo interrogò se fosse morto da tempo. Informato dal centurione, concesse la salma a Giuseppe.
Egli allora, comprato un lenzuolo lo calò giù dalla Croce e, avvoltoLo nel lenzuolo, Lo depose in un Sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare un masso contro l’entrata del Sepolcro. Intanto Maria di Màgdala e Maria madre di Joses stavano ad osservare dove veniva deposto. Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria di Giacomo e Salòme, comprarono olii aromatici per andare ad imbalsamare Gesù. Di buon mattino, il primo giorno dopo il sabato, vennero al Sepolcro al levar del sole. Esse dicevano tra loro: “Chi ci rotolerà via il masso dall’ingresso del Sepolcro?” Ma, guardando, videro che il masso era stato già rotolato via, benché fosse molto grande. Entrando nel Sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito di una veste bianca, ed ebbero paura. Ma Egli disse loro: “Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il Crocifisso. E’ risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano deposto. Ora andate, dite ai Suoi discepoli e a Pietro che Egli vi precede in Galilea. Là Lo vedrete, come vi ha detto”. Ed esse uscite, fuggirono via dal Sepolcro perché erano piene di timore e di spavento.
Parola del Signore.
R. Lode a Te o Cristo.
OMELIA
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BENEDIZIONE DELLE INSEGNE E DEI MANTELLI
Il Celebrante prende posto sul faldistorio o sulla scranna.
Organo
Il Cerimoniere si porta al leggìo.
Cerimoniere: “ Ora la Veglia si fa particolarmente suggestiva. Stiamo per assumere, di fronte a tutta la comunità cristiana che è qui presente, il particolare impegno di CAVALIERI E DAME DEL SANTO SEPOLCRO.
Ciò che farà da segno esterno del nostro impegno — il mantello, la spada, gli speroni — viene benedetto. Subito dopo formuleremo la nostra Promessa solenne.
Attorno a noi, Chiesa militante di quaggiù, stanno gli Angeli e i Santi della Gerusalemme Celeste. Essi intercedono per noi.”
Cerimoniere: “Invito gli Investendi ad alzarsi”
Cel. Il nostro aiuto è nel nome del Signore.
Investendi: Egli ha fatto cielo e terra.
Cel. Preghiamo.
Ascolta, Signore, le nostre preghiere e degnaTi di benedire con la Tua maestà questi distintivi (la spada e gli speroni) e rivesti della custodia della Tua pietà questi Tuoi servi che desiderano portarli, perché siano essi forti nel sostenere i diritti della Chiesa e nel difendere e propagare la Fede Cristiana.
Per Cristo nostro Signore.
Investendi: Amen
Cerimoniere: “Invito gli Investendi a portarsi ai piedi dell’Altare per la benedizione delle Insegne e dei Mantelli”.
Organo
Il Celebrante, accompagnato dal Cavaliere con l‘aspersorio, asperge con l’acqua santa le Insegne e i Mantelli e terminata la Benedizione prende posto sul faldistorio o sulla scranna.
Cerimoniere: “Gli Investendi leggano la promessa”
I Cavalieri, le Dame e i Sacerdoti investendi, dal loro posto, leggono insieme a voce alta la promessa. (vedi allegato)
PROMESSA DEGLI INVESTENDI
Io sottoscritto…………………….
che, in accoglimento di mia domanda, sono stato ammesso nell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme col grado di Cavaliere/Dama
DICHIARO
-di essere onorato di far parte della famiglia dei Cavalieri del Santo Sepolcro di Gerusalemme;
-di essere a conoscenza che non possono appartenere a Enti e Sodalizi i cui caratteri, scopi e programmi siano in contrasto con la dottrina e gli insegnamenti della Chiesa Cattolica;
-che non appartengo e non apparterrò a Ordini o Istituzioni non riconosciuti dalla Santa Sede o da Stati Sovrani, né parteciperò alle attività o manifestazioni dei detti Enti o Ordini.
PROMETTO
-di regolare la mia vita secondo i principi morali e religiosi in modo che, con le azioni e con la virtù, possa essere sempre meritevole dell’onore concessomi e della dignità di cui sono stato investito;
-di non macchiare giammai il mio nome con atti disdicevoli per essere sempre degno di appartenere alla Santa Milizia Crociata;
-di uniformarmi alle disposizioni che saranno impartite dalle Autorità dell’Ordine e di osservare la costituzione che ne regola l’attività;
-di contribuire ai bisogni, alle iniziative dell’Ordine e agli aiuti per le opere di Terra Santa.
Prendo atto infine che qualora la mia condotta futura non dovesse essere moralmente o socialmente integerrima, sarò passibile di radiazione dall’Ordine.
Luogo e data……………. Il Candidato………………………..
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Gli investendi si siedono.
Il Cerimoniere chiama all’altare, uno alla volta, i Cavalieri, le Dame e i Sacerdoti investendi per la firma della promessa.
Cerimoniere: “Salga all’altare per la firma della Promessa…………”
L’investendo, dopo aver firmato la Promessa, su indicazioni del Cavaliere addetto, saluta il Celebrante ed il Luogotenente, ritorna al proprio posto e si siede.
CONSEGNA DELLE DECORAZIONI AI PROMOSSI
Il Luogotenente si porta alla destra del Celebrante.
Cerimoniere: “Invito i Promovendi ad alzarsi”
Cerimoniere: ”Sua Eminenza Reverendissima, il Signor Cardinale Gran Maestro dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, si è benignamente degnato di conferire le seguenti promozioni:
• a Cavaliere di Gran Croce il Grand’Ufficiale…;
• a Grand’Ufficiale il Commendatore ……..;
• a Commendatore il Cavaliere ………;
• a Dama di Gran Croce la Dama Grand’Ufficiale..........;
• a Dama Grand’Ufficiale la Dama di Commenda..........;
• a Dama di Commenda la Dama ……….
Terminata la lettura i Promovendi si siedono.
L‘Aiutante cerimoniere ed un Cavaliere addetto alla cerimonia, si portano con il cuscino con le decorazioni dei Promovendi, vicino al Luogotenente.
Il Cerimoniere chiama all’altare, uno alla volta i Promovendi.
Il/la Promovendo/da chiamato/a si porta all’altare e si inchina.
Il Luogotenente consegna la decorazione al Promovendo/a.
Il Promosso/a si inchina e ritorna al proprio posto.
Terminate le promozioni, il Luogotenente torna al proprio posto, così come l’Aiutante cerimoniere ed il Cavaliere con il cuscino.
RITI DI CONCLUSIONE
Celebrante: Preghiamo.
O Dio, sorgente di ogni bene, che hai tanto amato il mondo da donare il Tuo unico Figlio per la nostra salvezza, noi T’invochiamo per mezzo di Lui che con la Sua passione ci ha redenti, con la Sua morte in croce ci ha ridato la vita, con la Sua risurrezione ci ha glorificati. Guarda questi Tuoi figli che si raccolgono sotto il segno della Croce di Cristo e in memoria del Suo Sepolcro glorioso, infondi in loro l’amore filiale per Te, la fede nel cuore, la giustizia nelle opere, la verità nelle parole e la rettitudine nelle azioni, e al termine della loro vita possano ottenere l’eredità eterna del Tuo regno.
Per Cristo nostro Signore.
R. Amen
Il Celebrante annuncia che nella Cerimonia dell‘Investitura, tutti i presenti potranno acquisire l’Indulgenza Plenaria secondo le condizioni stabilite dalla Chiesa.
Cerimoniere: “Invito l’assemblea ad alzarsi per la lettura della Preghiera del Cavaliere e della Dama”
Il Luogotenente si porta al leggìo.
Luogotenente: “Signore, per le Tue cinque piaghe che portiamo sulle nostre insegne, noi Ti preghiamo. Donaci la forza di amare tutti gli esseri del mondo che il Padre Tuo ha creato e, più degli altri, i nostri nemici. Libera la nostra mente ed il nostro cuore dal peccato, dalla parzialità, dall’egoismo e dalla viltà per essere degni del Tuo sacrificio. Fa’ scendere su di noi, Cavalieri e Dame del Santo Sepolcro, il Tuo Spirito, affinché ci renda convinti e sinceri ambasciatori di pace e di amore fra i nostri fratelli e, particolarmente, fra coloro che pensano di non credere in Te. Donaci la Fede per affrontare tutti i dolori della vita quotidiana e per meritare un giorno di giungere umilmente, ma senza timore, al Tuo
cospetto. Amen.
Il Luogotenente ritorna al proprio posto.
Il Cavaliere Crocifero ed il Cavaliere Vessillifero di Luogotenenza si portano ai lati dell’Altare.
I Cavalieri Vessilliferi si portano ai piedi dell’Altare.
BENEDIZIONE
Cel. Il Signore sia con voi.
R. E con il tuo spirito
Cel. Benediciamo il Signore.
R. Rendiamo grazie a Dio
Cel. Vi benedica Dio Onnipotente: + Padre, Figlio e Spirito Santo.
R. Amen
Organo e coro: Salve Regina.
Al termine il Cerimoniere avvia la processione di uscita.
PROCESSIONE DI USCITA
Cerimoniere
Sacerdoti Investendi
Dame Madrine
Dame Investende
Cavalieri Padrini
Cavalieri Investendi
Cavalieri Vessilliferi di Sezione
Cavaliere con Stendardo di Luogotenenza
Dame Promosse
Dame
Cavalieri Promossi
Cavalieri
Delegati
Presidi
Cavaliere Crocifero
Cavaliere con cero Cavaliere con cero
Cavaliere con Turibolo Cavaliere con Navicella
Sacerdoti
Gran Priore / Priore di Sezione e Delegazione
Luogotenente
Cavaliere di scorta Cavaliere di scorta
CERIMONIALE LITURGICO
DELL’ INVESTITURA
Cerimoniale approvato dalla Congregazione per il Culto Divino il 17 giugno 1986 in Roma (Prot. 1572/86),
per quanto riguarda le formule di Investitura, da quella dei Cavalieri e delle Dame a quella dei Sacerdoti.
PROCESSIONE DI INGRESSO
Rito celebrato dal Gran Maestro
Cerimoniere
Cavaliere con Decorazioni Investendi
Cavalieri con Spada e Speroni
Sacerdoti Investendi
Dame Madrine
Dame Investende
Cavalieri Padrini
Cavalieri Investendi
Cavalieri Vessilliferi delle Sezioni
Cavaliere con Stendardo di Luogotenenza
Dame
Cavalieri
Delegati
Presidi
Rappresentanti di altri Ordini
Rappresentanti di altre Luogotenenze
Luogotenente
Membri Gran Magistero
Cavaliere con cero Cavaliere con cero
Cavaliere con Turibolo Cavaliere con Navicella
Cavaliere Crocifero
Sacerdoti
Sacerdoti dell’Ordine
Cerimoniere Religioso dell’Ordine
Vescovi
Gran Priore di Luogotenenza
Cardinale Gran Maestro
Cavaliere di scorta Cavaliere di scorta
Rito celebrato dal Gran Priore di Luogotenenza
Cerimoniere
Cavaliere con Decorazioni Investendi
Cavalieri con Spada e Speroni
Sacerdoti Investendi
Dame Madrine
Dame Investende
Cavalieri Padrini
Cavalieri Investendi
Cavalieri Vessilliferi delle Sezioni
Cavaliere con Stendardo di Luogotenenza
Dame
Cavalieri
Delegati
Presidi
Rappresentanti di altri Ordini
Rappresentanti di altre Luogotenenze
Cavaliere con cero Cavaliere con cero
Cavaliere con Turibolo Cavaliere con Navicella
Cavaliere Crocifero
Sacerdoti
Sacerdoti dell’Ordine
Cerimoniere Religioso dell’Ordine
Vescovi
Gran Priore di Luogotenenza
Luogotenente
Membri del Gran Magistero
Cavaliere di scorta Cavaliere di scorta
Qualora il Gran Priore di Luogotenenza sia un Cardinale (o il Cardinale Gran Maestro abbia delegato a presiedere la celebrazione un altro Cardinale), per rispetto dovuto alla carica, è d’uso lasciare allo stesso, preceduto dal Clero, la posizione di chiusura della Processione.
LA PROCESSIONE ENTRA IN CHIESA
Mentre la processione entra il Chiesa e durante la sistemazione nei posti, il coro esegue il canto “RALLEGRATI GERUSALEMME” o vengono eseguiti appropriati brani musicali.
POSIZIONI IN CHIESA
I partecipanti alla Processione prendono posto secondo le indicazioni del Cerimoniere.
(La processione di ingresso potrà subire modifiche in funzione delle Autorità dell'Ordine presenti. Allo stesso modo la Cerimonia potrà essere modificata in caso di investitura di Vescovi).
Il cuscino con la Spada e Speroni ed i cuscini con le Decorazioni degli Investendi vengono portati in Processione da Cavalieri con Tocco e guanti bianchi calzati.
Le Mozzette ed i Mantelli vengono portati dai Sacerdoti, Cavalieri e Dame Investendi su braccio sinistro, con la Croce Potenziata rivolta all’esterno.
I Cavalieri investendi terranno tocco e guanti nella mano sinistra. Le Dame investende indosseranno il velo nero.
Tutti i Cavalieri addetti alla Cerimonia manterranno indossati il Tocco e i guanti per tutta la durata della Cerimonia. Si scopriranno il capo soltanto durante la Consacrazione ed al
momento di ricevere l’Eucarestia.
La Cerimonia dell’Investitura ha inizio nel corso della Celebrazione della Santa Messa, subito dopo l’Omelia del Celebrante.
I partecipanti alla Processione prenderanno posto seguendo le indicazioni del Cerimoniere.
In particolare, guardando l’Altare:
• i Cavalieri che portano i cuscini con Spada, Speroni e Decorazioni, li deporranno sugli appositi tavolini predisposti a fianco dell’Altare e prenderanno posizione nei posti loro assegnati;
• i Sacerdoti Investendi proseguono nella Processione fino all’Altare e prenderanno posizione nei posti loro riservati;
• le Dame Investende e le loro Madrine prenderanno posto nei primi banchi sulla destra;
• i Cavalieri Investendi e i loro Padrini prenderanno posto nei primi banchi a sinistra;
• i Vessilli delle Sezioni verranno collocati nelle apposite basi predisposte sul lato destro ai piedi dell’Altare;
• la Croce Astile verrà collocata nell’apposita base predisposta sul lato sinistro dell’Altare;
• lo Stendardo di Luogotenenza verrà collocato nell’apposita base posizionata a destra dell’Altare.
RITI DI INTRODUZIONE
LITURGIA DELLA PAROLA
Un Cavaliere/Dama lettore/lettrice si porta al
leggìo per la prima lettura e il salmo.
Dopo la lettura torna al suo posto.
Un lettore/lettrice si porta al leggìo per la seconda lettura.
Dopo la lettura torna al suo posto.
Organo e coro.
VANGELO
OMELIA
**********************************************
Organo e coro: “VENI, CREATOR SPIRITUS” (3 strofe)
Terminata la preghiera, il Celebrante prende posto sul faldistorio.
Il Cerimoniere si porta al leggìo per la lettura della Bolla d’Investitura.
LETTURA DELLA BOLLA DI INVESTITURA
Cerimoniere: Si dà lettura del Decreto con il quale Sua Eminenza Reverendissima il Sig. Cardinale………, Gran Maestro dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, ha nominato i Cavalieri e le Dame che oggi riceveranno l’Investitura.
BOLLA DI INVESTITURA
Il nobilissimo Ordine Equestre del Santo Sepolcro , già fondato in epoca antica per custodire ed onorare il Sepolcro del Divin Redentore in Gerusalemme, fu sempre oggetto di speciale benevolenza da parte dei Romani Pontefici, come chiaramente dimostrano numerose testimonianze.
Il Papa Pio IX ed i Suoi Successori vollero adattare l’Ordine alle concrete esigenze dei tempi, stabilendo che esso fosse conferito, a titolo di onore, sia a chierici sia a laici, i quali avessero ben meritato della patria terrena del Signore Gesù o fossero disposti ad offrirle la propria opera, stabilendo altresì che le distinzioni onorifiche dell’Ordine fossero conferite anche a quelle pie donne distintesi per sentimenti di pietà e per opere di liberalità.
E ciò fu confermato dal Sommo Pontefice Leone XIII con ulteriore disposizione. Tenendo presente tutto questo ed avvalendoCi della facoltà che ci è stata concessa, come gran Maestro, dal Sommo Pontefice felicemente regnante, cioè di assegnare i diplomi ai chierici e ai laici che siano da ascrivere nell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro, Noi eleggiamo, nominiamo e proclamiamo
Voi qui presenti: Cavalieri e Dame
concedendoVi la facoltà di portare le insegne cavalleresche secondo il grado proprio della Vostra dignità, unitamente a tutti i privilegi, i favori e le prerogative, di cui usufruiscono o usufruiranno i Membri che, come Voi, rivestono in detto Ordine, la medesima dignità.
A garanzia di quanto sopra, abbiamo fatto compilare il presente Diploma, ed avendolo sottoscritto di Nostra mano e munito del sigillo di Nostro Signore Gesù Cristo Risorto, ordiniamo che Vi sia consegnato.
Dato a Roma, dal Palazzo dell’Ordine, il……….. (data dell’investitura)
Il Cardinale Gran Maestro
Cerimoniere: (continua)
Celebrante il Sacro Rito:
Sua Eminenza Reverendissima il Cardinale Gran Maestro ………...,
concelebranti:
Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor ………..Gran Priore di Luogotenenza,
alla presenza di
S. E…….. (elencare i Dignitari dell’Ordine presenti)
e di
S. E. ……. Luogotenente della Luogotenenza per …….
Cerimoniere: (quando sia prevista la consegna delle Distinzioni Speciali o il conferimento delle Onorificenze al Merito da parte del Cardinale Gran Maestro): “Nel corso della Cerimonia saranno consegnate le “Distinzioni Speciali (e/o le Onorificenze al Merito)”
INVESTITURA DEI CAVALIERI
Cerimoniere: “I Cavalieri Investendi si avvicinino all’Altare”
Il Celebrante inizia la lettura.
Celebrante: “Cosa chiedete?”
R.: Domando di ricevere l’Investitura di Cavaliere del Santo Sepolcro.
Celebrante: “Nel passato, voi lo sapete, i nostri antenati hanno raccolto l’appello del
Papa e, muniti della Croce e della Spada, sono partiti per liberare il Santo Sepolcro di Nostro Signore. Diventare Cavaliere del Santo Sepolcro voleva dire: abbandonare i propri beni materiali, la propria casa, la Patria, la famiglia per professare la Fede del Cristo combattendo, ma anche manifestando l’amore per il prossimo. Anche oggi, diventare Cavaliere del Santo Sepolcro vuol dire: lottare per il Regno del Cristo e per la diffusione della Chiesa ed operare per la carità, con lo stesso profondo spirito di Fede e di amore.
Siete pronti ad accettare questo ideale per la vostra vita?”
R.: Sono pronto.
Il Cavaliere addetto alla Cerimonia, con alla sua sinistra il Cavaliere con il cuscino della Spada e Speroni ed il Cavaliere con il cuscino delle Decorazioni, si posiziona alla destra del Celebrante.
Celebrante: “ Se tutti gli uomini devono seguire la loro coscienza per sforzarsi di essere giusti e onesti, a maggior ragione un Cavaliere del Santo Sepolcro deve tutto mettere in opera per non profanare il Suo nome, ma invece gloriarsi di essere soldato di Cristo. Siete pronti a non vergognarvi mai di essere Cristiani ed a comportarvi dovunque e sempre in modo da rendere onore a Cristo ed alla Sua Chiesa?”
R.: Sono pronto.
Celebrante: “Siete pronti a promettere con la parola e con il cuore di osservare le Costituzioni di questa Santa Milizia?”
R.: Dichiaro e prometto, con la parola e con il cuore, a Dio Onnipotente, a Gesù Cristo Suo Figlio, alla Beata Vergine Maria, di osservare, come vero soldato del Cristo, tutto quello che mi viene imposto.
Celebrante: (stendendo la mano destra verso gli Investendi) “Siate dunque fedeli e valorosi Soldati di Nostro Signore Gesù Cristo, Cavalieri del Santo Sepolcro, forti e coraggiosi, per poter un giorno essere ammessi alla Sua Corte celeste”.
Il Cavaliere addetto alla Cerimonia prende dal cuscino gli Speroni e li porge al Celebrante.
Celebrante: (mostrando gli speroni) “Ricevete questi Speroni che sono simbolo della Vostra Milizia ad onore e gloria del Santo Sepolcro”.
Il Cavaliere addetto alla Cerimonia riprende dal Celebrante gli Speroni e li posa sul cuscino. Prende quindi la Spada e la porge al Celebrante (tenendola per la lama).
Celebrante: (tenendo la Spada in posizione orizzontale) “Ricevete questa Spada che a Voi deve ricordare la difesa della Santa Chiesa di Cristo ed il combattimento per la custodia e tutela della Patria terrena del Redentore Divino, e tenete bene in mente che il Regno di Dio non si conquista con la spada, ma con la Fede e la Carità”.
Il Cavaliere addetto alla Cerimonia riprende dal Celebrante la Spada, la pone sul cuscino e passa davanti ai Cavalieri Investendi, i quali stenderanno, al suo passaggio, la mano destra sul cuscino.
Quindi ritorna al suo posto sull’altare (lato destro del Celebrante) e consegna il cuscino al Cavaliere addetto.
Cerimoniere: “Gli Investendi tornino al loro posto”.
Due Cavalieri si portano ai piedi dell’Altare (sul lato sinistro).
Il Cerimoniere inizia a chiamare, uno per volta, i Cavalieri Investendi sull’Altare, mentre tutti gli altri si siedono.
Cerimoniere: “Salga all’Altare il Cavaliere……………..”
Il Cavaliere Investendo chiamato, con un Padrino (alla sua destra), si porta ai piedi dell’Altare, consegna il mantello al Cavaliere addetto ai mantelli, si inchina e sale i gradini.
Il Cavaliere addetto ai mantelli consegna il mantello (aperto) al Luogotenente.
L’Investendo si inginocchia mentre il Padrino si posizionerà lateralmente sulla destra (leggermente dietro).
Il Cavaliere addetto alla cerimonia porge la spada (tenendola per la lama) al Celebrante.
Celebrante: (tenendo la spada verticalmente) “In virtù del mandato ricevuto Io ti costituisco e proclamo Cavaliere del Santo Sepolcro di Nostro Signore Gesù Cristo”. (toccando con la spada la spalla di ciascun Cavaliere): “Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”.
R.: Amen
Il Cavaliere addetto alla Cerimonia riprende dal Celebrante la spada e la posa sul cuscino; quindi prende dal cuscino la decorazione che porge al Celebrante.
Il Celebrante la pone al collo dell’Investendo.
Celebrante: (mentre pone la decorazione al collo dell’Investendo) “Ricevi la Croce di Nostro Signore Gesù Cristo perché Essa ti protegga, ed a tal fine ripeti incessantemente: Ti adoriamo, Cristo e Ti benediciamo, perché con la Tua Croce hai redento il mondo”.
Il Padrino allaccia la decorazione.
Mentre il Cerimoniere chiama all’Altare un altro Investendo, il Cavaliere già investito, bacia l’anello al Celebrante, si alza, si inchina e si porta, con il Padrino, dal Luogotenente che lo veste del mantello e dà l’abbraccio di pace.
Dopo aver scambiato il segno di pace, il Cavaliere
investito ed il Padrino tornano al proprio posto.
Il secondo Padrino sale all’Altare con un altro Investendo.
N.B.: Qualora il numero dei Cavalieri sia elevato, anziché un Padrino per ogni Cavaliere, si potrà designare un numero ridotto di Padrini (2 o 4), i quali, a rotazione, accompagneranno gli Investendi all‘Altare e, quindi, ai loro posti.
INVESTITURA DELLE DAME
Cerimoniere: “Le Dame Investende si avvicinino all’Altare”.
Le Dame chiamate, accompagnate dalle Madrine, si portano ai piedi della scalinata dell’Altare.
Il Celebrante inizia la lettura.
Celebrante: “Che cosa chiedete?”
R.: Chiedo di ricevere l’Investitura di Dama del Santo Sepolcro”.
Celebrante: “Io vi ricordo che se tutti devono considerarsi onorati di praticare la virtù, a maggior ragione una Dama del Santo Sepolcro deve mettere in pratica ogni mezzo per conseguire la perfezione della vita cristiana e deve, con la sua azione e virtù, mostrarsi degna dell’onore che riceve e della dignità di cui è rivestita.
Siete pronte a far vostro questo ideale per la vostra vita?”
R.: Sono pronta.
Celebrante: “Promettete, con la bocca ed il cuore, di rimanere fedele a questo ideale?”
R.: Con l’aiuto di Dio prometto di non venir mai meno all’onore ed alla dignità di Dama del Santo Sepolcro.
Il Cerimoniere chiama le Dame Investende, una alla volta, sull’Altare.
Cerimoniere: “Salga all’Altare la Dama…………....”
La Dama Investenda chiamata si porta ai piedi dell’Altare, consegna il suo mantello al Cavaliere addetto ai mantelli e, con la Madrina alla sua destra, si inchina e sale i gradini.
L’Investenda si inginocchia mentre la Madrina si posizionerà lateralmente sulla destra (leggermente dietro l’Investenda).
Il Cavaliere addetto alla Cerimonia porge al Celebrante la decorazione.
Celebrante: “In virtù del mandato ricevuto, io ti costituisco e proclamo Dama del Santo Sepolcro e ti consegno questa Croce quale segno della protezione del Signore in vita e pegno di gloria eterna”.
Il Celebrante appone l’insegna dell’Ordine al collo della Dama Investenda, mentre la Dama Madrina aiuta a sollevare il velo.
Il Cavaliere o Dama addetto/a ai mantelli porge il mantello (aperto) al Luogotenente.
Mentre il Cerimoniere chiama all’Altare un’altra Dama, la Dama già investita, bacia l’anello del Celebrante, si alza, si inchina e si porta, con la Madrina, dal Luogotenente che la veste del mantello e le dà l’abbraccio di pace.
Subito dopo torna, insieme alla Madrina, ai piedi
dell’Altare.
Al termine della vestizione delle Dame, il Celebrante riprende la lettura.
Celebrante: “Ora che siete Dame del Santo Sepolcro, procurate di emulare quelle pie donne che seguivano il Signore provvedendo alle necessità quotidiane e che, con viva fede e in lacrime, vegliarono il Suo Santo Sepolcro. Siano quindi le vostre attività ed i vostri pensieri orientati verso la Terra del Redentore ed adoperatevi che il di Lui Santo Nome sia diffuso ed amato ovunque, onde meritarvi la lode del Divino Risorto”.
R.: E’ il nostro voto e che il Redentore Divino e la Vergine Maria ci concedano la grazia necessaria.
Le nuove Dame e le Madrine si inchinano al Celebrante e ritornano ai loro posti, analogamente ai Cavalieri o Dame addetti ai mantelli.
N. B.: Qualora il numero delle Dame sia molto elevato, anziché una Madrina per ogni Dama, si potrà designare un numero ridotto di Madrine (2 o 4), le quali, a rotazione accompagneranno le Investende all‘Altare e, quindi, ai loro posti.
INVESTITURA DEI SACERDOTI
Il Cerimoniere chiama all’Altare, uno alla volta, i Sacerdoti Investendi.
Cerimoniere: “Si porti all’Altare …………………”
Il Sacerdote si genuflette davanti al Celebrante e gli porge la mozzetta (aperta).
Celebrante: (ponendo la Mozzetta sulle spalle del Sacerdote) “Ricevi questa Mozzetta ornata della salutifera Croce del Signore nostro Gesù Cristo: Essa sia per te un richiamo a professare fedelmente la fede e ad una vita virtuosa; un aiuto nell’operare per la diffusione del Regno di Cristo”.
Il Cavaliere addetto alla Cerimonia porge la
decorazione al Celebrante, il quale la pone al collo del Sacerdote Investendo.
Il Cavaliere addetto alla Cerimonia lega la decorazione al collo del Sacerdote Investendo.
Celebrante: “La pace sia con te”
R.: “E con il tuo spirito”.
Il Celebrante scambia l’abbraccio di pace con l’Investendo.
Il Sacerdote Investito si porta verso il Luogotenente per il saluto e torna al suo posto, mentre il Cerimoniere chiama all’Altare un altro Sacerdote.
CONSEGNA DELLA PALMA DI GERUSALEMME
O ALTRE DISTINZIONI
Il Luogotenente si porta alla destra del Celebrante accompagnato dal Cavaliere addetto alla Cerimonia con le Distinzioni Speciali (sul cuscino).
Cerimoniere: “Terminata la Cerimonia di Investitura si procede ora alla consegna
delle Distinzioni Speciali”.
Il Cerimoniere inizia a chiamare, uno alla volta, gli Insigniti.
Cerimoniere: “Si porti dal Celebrante, per ricevere la Decorazione della Palma di Gerusalemme, il/la …………………”
Il Luogotenente porge la distinzione al Celebrante che la consegna all’Insignito/a.
Gli Insigniti, man mano che vengono chiamati, con indosso il mantello (se Cavalieri o Dame) si portano dal Celebrante e si inginocchiano.
Gli Insigniti, dopo aver baciato l’anello al Celebrante, scambiano l’abbraccio di pace con il Luogotenente e ritornano al loro posto.
Al termine i Chierici rimuovono l’inginocchiatoio ed il faldistorio.
Un Cavaliere lettore si porta al leggìo.
PREGHIERA DEI FEDELI
Alla fine della Preghiera il Cavaliere lettore torna al suo posto.
OFFERTORIO
Organo e coro
PREFAZIO
Organo e coro
CONSACRAZIONE
I Cavalieri Crocifero, Vessilliferi di Luogotenenza e delle Sezioni, innalzano la Croce ed i Vessilli fino al termine della Consacrazione.
I Cavalieri di servizio si tolgono il tocco inginocchiandosi sul ginocchio destro.
Organo e coro .
SCAMBIO DEL SEGNO DI PACE
Il Luogotenente si porta dal Celebrante per lo scambio del segno di pace.
COMUNIONE
Organo e coro.
Il Celebrante ed i Concelebranti distribuiscono l’Eucaristia seguendo le indicazioni del
Cerimoniere.
Al termine della Comunione dei fedeli, il Cerimoniere si porta al leggìo.
LETTURA DELLA PREGHIERA DEL CAVALIERE E DELLA DAMA
Cerimoniere: “Invito l’assemblea ad alzarsi per la lettura della Preghiera del Cavaliere e della Dama”
Il Luogotenente si porta al leggio, mentre il Cerimoniere ritorna al suo posto.
Luogotenente: “Signore, per le Tue cinque piaghe che portiamo sulle nostre insegne, noi Ti preghiamo. Donaci la forza di amare tutti gli esseri del mondo che il Padre Tuo ha creato e, più degli altri i nostri nemici. Libera la nostra mente ed il nostro cuore dal peccato, dalla parzialità, dall’egoismo e dalla viltà per essere degni del Tuo sacrificio. Fa’ scendere su di noi, Cavalieri e Dame del Santo Sepolcro, il Tuo Spirito, affinché ci renda convinti e sinceri ambasciatori di pace e di amore fra i nostri fratelli e, particolarmente, fra coloro che pensano di non credere in Te. Donaci la Fede per affrontare tutti i dolori della vita quotidiana e per meritare un giorno di giungere umilmente ma senza timore al Tuo cospetto.
Amen. “
Terminata la lettura il Luogotenente ritorna al proprio posto.
Il Cerimoniere, i Cavalieri addetti alla Cerimonia ed i Cavalieri, Vessillifero di Luogotenenza e Crocifero, si portano ai lati dell’Altare, vicino al Celebrante.
I Cavalieri Vessilliferi delle Sezioni si portano ai piedi dell’Altare (sul lato destro)
RITI DI CONCLUSIONE
Dopo la Benedizione impartita dal Celebrante, organo e coro eseguono il “TE DEUM”.
Al termine del “TE DEUM” il Cerimoniere avvia la processione per l’uscita dalla Chiesa.
PROCESSIONE DI USCITA
Rito celebrato dal Gran Maestro
Cerimoniere
Cavalieri Vessilliferi delle Sezioni
Cavaliere con Stendardo di Luogotenenza
Dame
Cavalieri
Delegati
Presidi
Rappresentanti di altri Ordini
Rappresentanti di altre Luogotenenze
Luogotenente
Membri Gran Magistero
Cavaliere con cero Cavaliere Crocifero
Cavaliere con Turibolo Cavaliere con Navicella
Cavaliere Crocifero
Sacerdoti
Sacerdoti dell’Ordine
Cerimoniere Religioso dell’Ordine
Vescovi
Gran Priore di Luogotenenza
Cardinale Gran Maestro
Cavaliere di scorta Cavaliere di scorta
Rito celebrato dal Gran Priore di Luogotenenza
Cerimoniere
Cavalieri Vessilliferi delle Sezioni
Cavaliere con Stendardo di Luogotenenza
Dame
Cavalieri
Delegati
Presidi
Rappresentanti di altri Ordini
Rappresentanti di altre Luogotenenze
Cavaliere con cero Cavaliere Con cero
CavaliereconTuribolo CavaliereconNavicella
Cavaliere Crocifero
Sacerdoti
Sacerdoti dell’Ordine
Cerimoniere Religioso dell’Ordine
Vescovi
Gran Priore di Luogotenenza
Luogotenente
Membri Gran Magistero
Cavaliere di scorta Cavaliere di scorta
PROMESSA DEGLI INVESTENDI
PROMESSA
Io sottoscritto…………………….
che, in accoglimento di mia domanda, sono stato
ammesso nell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme col grado di Cavaliere/Dama
DICHIARO
-di essere onorato di far parte della famiglia dei Cavalieri del Santo Sepolcro di Gerusalemme;
-di essere a conoscenza che non possono appartenere a Enti e Sodalizi i cui caratteri, scopi e programmi siano in contrasto con la dottrina e gli insegnamenti della Chiesa Cattolica;
-che non appartengo e non apparterrò a Ordini o Istituzioni non riconosciuti dalla Santa Sede o da Stati Sovrani, né parteciperò alle attività o manifestazioni dei detti Enti o Ordini.
PROMETTO
-di regolare la mia vita secondo i principi morali e religiosi in modo che, con le azioni e con la virtù, possa essere sempre meritevole dell’onore concessomi e della dignità di cui sono stato investito;
-di non macchiare giammai il mio nome con atti disdicevoli per essere sempre degno di appartenere alla Santa Milizia Crociata;
-di uniformarmi alle disposizioni che saranno impartite dalle Autorità dell’Ordine e di osservare la costituzione che ne regola l’attività;
-di contribuire ai bisogni, alle iniziative dell’Ordine e agli aiuti per le opere di Terra Santa.
Prendo atto infine che qualora la mia condotta futura non dovesse essere moralmente o socialmente integerrima, sarò passibile di radiazione dall’Ordine.
Luogo e data…………….
Il Candidato………………………..
Il Gran Priore Il Luogotenente
…………………………...... …………………………............
CANTI
Lauda Jerusalem (dal Salmo 147)
Lauda Jerusalem Dominum !
Lauda Deum tuum, Sion.
Hosanna, hosanna,
Hosanna, Filio David.
Quoniam confortavit seras portarum tuarum,
benedixit filiis tuis in te.
Qui point fines tuos pacem,
et adipe frumenti satiat te.
Qui emittit eloquium suum terrae,
velociter currit verbum eius.
Qui dat nivem sicut lanam,
pruinam sicut cinerem spargit.
Mittit crystallum suam sicut buccellas;
ante faciem frigoris eius qui sustinebit ?
Emittet verbum suum et liquefaciet ea,
flabit spiritus eius, et fluent aquae.
Qui annuntiat verbum suum Iacob,
iustitias et iudicia sua Israel.
***
Gerusalemme, loda il Signore !
Glorifica il tuo Dio o Sion.
Osanna, osanna,
osanna al Figlio di Davide.
Perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.
Egli ha messo pace nei tuoi confini
e ti sazia con fior di frumento.
Manda sulla terra la Sua parola,
il suo messaggio corre veloce.
Fa scendere la neve come lana,
come polvere sparge la brina.
Getta come briciole la grandine,
di fronte al Suo gelo chi resiste ?
Manda una Sua parola ed ecco si scioglie,
fa soffiare il vento e scorrono le acque.
Annunzia a Giacobbe la Sua parola,
le Sue leggi e i suoi decreti a Israele.
Pange lingua
Pange, lingua, gloriosi
corporis mysterium,
sanguinisque pretiosi,
quem in mundi pretium
fructus ventris generosi
Rex effusi gentium.
Nobis datus, nobis natus
ex intacta Virgine.
Et in mundo conversatus,
sparso verbi semine,
sui moras incolatus
miro clausit ordine.
In supremae nocte coenae
recumbens cum fratribus.
Observata lege plene
cibis in legalibus,
cibum turbae duodenae
se dat suis minibus.
Verbum caro, panem verum
verbo carnem efficit;
fitque sanguis Christi merum,
et si sensus deficit,
ad firmandum cor sincerum
sola fides sufficit.
***
Canta, o lingua, il mistero
del glorioso Corpo
e del Sangue prezioso,
che il Figlio della Donna eccelsa,
Re dei popoli,
versò a riscatto del mondo.
Egli donandosi a noi, nato per noi
da una Vergine purissima,
dopo aver dimorato nel mondo
e sparso il seme della Sua Parola,
chiuse il periodo del suo pellegrinaggio
con un’istituzione meravigliosa.
La notte dell’ultima Cena,
sedendo a mensa con i suoi,
osservata esattamente la Legge
nei cibi rituali,
con le Proprie mani
dà Se stesso in cibo ai Dodici.
Il Verbo Incarnato con la Sua Parola
trasforma il vero pane nella Sua Carne;
il vino diventa Sangue di Cristo
e se il senso si smarrisce,
la fede sola basta a convincere
un cuore sincero.
Rallegrati Gerusalemme (Salmo 122)
Rit.
Rallegrati, Gerusalemme
Accogli i tuoi figli nelle tue mura !
Quale gioia, quando mi dissero:
“ Andremo alla casa del Signore “.
E ora i nostri piedi si fermano
alle Tue porte, Gerusalemme !
Gerusalemme è costruita
come città salda e compatta.
Là salgono insieme le tribù, le tribù del Signore,
per lodare il nome del Signore.
Là sono posti i seggi del giudizio,
i seggi della casa di Davide.
Domandate pace per Gerusalemme:
sia pace a coloro che Ti amano,
sia pace sulle Tua mura,
sicurezza nei Tuoi baluardi.
Per i miei fratelli e i miei amici
io dirò :” Su di Te sia pace ! “.
Per la casa del Signore nostro Dio,
chiederò per Te il bene.
Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen.
Veni, Creator Spiritus
Veni, Creàtor Spiritus,
mentes tuòrum visita;
imple supèrna gràtia,
quae tu creàsti pèctora.
Qui diceris Paràclitus,
altissimi donum Dei,
fons vivus, ignis, càritas
et spiritàlis iunctio.
Tu septiformis mùnere
digitus paternae, dexterae,
tu rite Prossimum Patris
sermòne ditans gùttura.
Accènde lumen sènsibus
infùnde amòrem còrdibus,
infirma nostri còrporis virtùte
firmans pèrpeti.
Hostem repèllas lòngius
pacèmque dones pròtinus;
ductòre sic te praevio
vitèmus omne nòxium.
Per te sciàmus da Patrem,
noscàmus atque Filium,
Teque utriùsque Spiritum
Credàmus omni tèmpore.
Amen.
***
Vieni, o Spirito Creatore,
visita le anime dei Tuoi fedeli,
riempi di celeste grazia
i cuori che hai creato.
Tu che sei chiamato Paraclito,
il dono dell’Altissimo:
sorgente viva, fuoco, carità
e unzione spirituale.
Tu Spirito settiforme,
dito della destra paterna,
Tu promesso dal Padre che
con la parola dischiudi le labbra.
Accendi la luce nei sensi,
infondi nei cuori l’amore,
fortifica la nostra debolezza
con il Tuo vigore eterno.
Respingi da noi il nemico,
donaci senza indugio la pace;
fa che sotto la Tua guida
evitiamo ogni male.
Facci conoscere il Padre,
rivelaci insieme il Figlio;
e fa che sempre crediamo
in Te, loro comune Spirito.
Amen.
Te Deum
Te Deum laudàmus
Te Dòminum confitemur.
Te aeternum Patrem
Omnis terra veneràtur.
Tibi omnes Angeli, Tibi caeli,
et univèrsae Potestàtes.
Tibi Cherubim et Seraphim,
incèssabili voce proclàmant:
Sanctus, Sanctus, Sanctus Dòminus
Deus Sàbaoth !
Pleni sunt coeli et terra maiestàtis
Gloriae tuae.
Te gloriòsus, Apostolòrum chorus.
Te Prophetàrum laudàbilis nùmerus.
Te Màrtyrum candidàtus laudat
Exèrcitus.
Te per orbem terràrum
Sancta Confitètur Ecclèsia.
Patrem , immènsae maiestatis.
Veneràndum tuum verum
et unicum Filium.
Sanctum quoque Paraclitum Spiritum.
Tu Rex glòriae, Christe.
Tu Pàtris sempiternus es Filius.
Tu ad liberàndum susceptùrus
Hòminem non horruìsti Virginis ùterum.
Tu, devìcto mortis acùleo, aperuìsti
credèntibus Regna Caelorum.
Tu ad dexteram Dei sedes
in gloria Patris.
Judex crèderis esse ventùrus.
Te ergo quaesumus , tuis fàmulis
sùbveni, quos pretiòso sànguine redemìsti.
Aetèrna fac cum Sanctis tuis
in glòria numeràri.
Salvumfac pòpulum tuum, Dòmine,
et benedic haereditàti tuae.
Et rege eos et extòlle illos usque
in aeternum.
Per sìngulos dies benedìcimus Te.
Et laudàmus nomen Tuum in saeculum
et in saeculum saeculi.
Dignàre, Dòmine, die isto
sine peccàto nos custòdire.
Miserère nostri, Dòmine,
miserère nostri.
Fiat misericòrdia tua, Dòmine,
super nos, quemàdmodum
speràvimus in Te.
In Te, Dòmine, speràvi,
non confundar in aetèrnum.
***
Te lodiamo Dio,
Te confessiamo Signore.
Te eterno Padre,
tutta la terra adora.
Te gli Angeli tutti, Te i cieli,
e tutte le Potestà.
Te i Cherubini e i Serafini
con incessante cantico acclamano:
Santo, Santo, Santo è il Signore
Dio degli Eserciti !
Pieni sono i cieli e la terra
della Tua Maestà sovrana.
Il coro glorioso degli Apostoli.
La veneranda schiera dei Profeti.
Lo sfolgorante esercito dei Martiri
cantano le Tue lodi.
Per tutta la distesa della terra,
la Santa Chiesa Ti adora.
O Padre, nella Tua immensa maestà.
Con Colui che è veramente il Tuo unico Figlio,
degno di adorazione.
Con lo Spirito Santo,
nostro consolatore.
O Cristo, Tu sei il Re della gloria.
Tu l’eterno Figlio del Padre.
Tu incarnandoTi per liberare l’Uomo,
non sdegnasTi di scendere
nel seno di una Vergine.
Dopo aver vinta la morte, schiudesti
ai credenti il Regno dei Cieli.
Tu siedi alla destra di Dio
nella gloria del Padre.
Tu ritornerai un giorno, lo crediamo,
a giudicare la terra.
Te dunque preghiamo: soccorri i Tuoi servi,
che hai redento con il Tuo
sangue prezioso.
Fa che siano ammessi con i Tuoi Santi
alla gloria eterna.
Salva, o Signore, il popolo Tuo,
e benedici la Tua eredità.
Guida i Tuoi figli e falli giungere
all’eternità.
Tutti i giorni esaltiamo i Tuoi benefici.
E noi cantiamo la gloria del Tuo nome
oggi e sempre ed in tutti i secoli.
Degnati, o Signore, di preservarci
in questo giorno da ogni peccato.
Abbi pietà di noi, Signore,
abbi pietà di noi.
Vegli su di noi, o Signore, la Tua
bontà, poiché in Te abbiamo messo
la nostra speranza.
In Te, o Signore, è la mia speranza,
che io non sia mai confuso in eterno.
Salve Regina
Salve, Regina, Mater Misericordiae;
vita, dulcedo et spes nostra, salve.
Ad te clamamus, exules filii Hevae.
Ad te suspiramus gementes et flentes
in hac lacrimarum valle.
Eja, ergo, advocata nostra,
illos tuos misericordes oculos
ad nos converte.
Et Jesum benedictum fructum ventris tui,
nobis post hoc exilium ostende.
O clemens, o pia,
o dulcis Virgo Maria.
***
Salve, Regina, Madre di Misericordia:
vita, dolcezza e speranza nostra, salve.
A Te ricorriamo esuli figli di Eva;
a Te sospiriamo, gementi e piangenti
in questa valle di lacrime.
Orsù, dunque, avvocata nostra,
rivolgi a noi
i Tuoi occhi misericordiosi.
E mostraci, dopo questo esilio,
Gesù, il frutto benedetto del Tuo seno.
O clemente, o pia,
o dolce Vergine Maria.
Tantum Ergo
Tantum ergo Sacramentum
veneremur cernui:
et antiquum documentum
novo cedat ritui;
praestet fides supplementum
sensuum defectui.
Genitori, Genitoque
laus et jubilatio,
salus, honor, virtus quoque
sit et benedictio:
procedenti ab utroque
compare sit laudatio.
Amen.
***
Questo grande Sacramento
veneriamo supplici,
è il supremo compimento
degli antichi simboli;
viva fede ci sorregga,
quando i sensi tacciono.
All’eterno sommo Dio,
Padre, Figlio e Spirito,
gloria, onore, lode piena
innalziamo unanimi;
il mistero dell’amore
adoriamo umili.
Amen.
PREGHIERA DEI CAVALIERI
E DELLE DAME
Signore, per le Tue cinque piaghe
che portiamo sulle nostre insegne,
noi ti preghiamo.
Donaci la forza di amare
tutti gli esseri del mondo
che il Padre Tuo ha creato
e, più degli altri, i nostri nemici.
Libera la nostra mente ed il nostro cuore
dal peccato, dalla parzialità, dall’egoismo e dalla viltà
per essere degni del Tuo sacrificio.
Fa’ scendere su di noi,
Cavalieri e Dame del Santo Sepolcro
il Tuo Spirito
affinché ci renda convinti e sinceri ambasciatori
di pace e di amore fra i nostri fratelli
e, particolarmente, fra coloro
che pensano di non credere in Te.
Donaci la Fede per affrontare tutti i dolori della vita quotidiana
e per meritare un giorno di giungere
umilmente, ma senza timore,
al Tuo cospetto.
Amen.
N.B. Nonostante siano disponibili traduzioni accettabili di questo Cerimoniale in diverse lingue, il presente testo in lingua Italiana costituisce la sola versione autentica ed ufficiale.
INDICE
CERIMONIALE LITURGICO DELLA VEGLIA D'ARMI E DI PREGHIERA
Processione d'ingresso
Posizioni in Chiesa
Saluto di Accoglienza
Liturgia della Parola
Acclamazione al Vangelo
Vangelo
Omelia e Benedizione delle Insegne e dei Mantelli
Consegna delle Decorazioni ai Promossi
Riti di Conclusione
Lettura della Preghiera del Cavaliere – Benedizione
Processione di uscita
CERIMONIALE LITURGICO DELL'INVESTITURA
Processione d'ingresso
Posizioni in Chiesa
Riti di introduzione – Liturgia della Parola – Vangelo – Omelia
Lettura della Bolla di Investitura
Investitura dei Cavalieri
Investitura delle Dame
Investitura dei Sacerdoti
Consegna della Palma di Gerusalemme o altre Distinzioni
Preghiera dei fedeli – Offertorio – Prefazio – Consacrazione
Comunione – Lettura della Preghiera del Cavaliere e della Dama
Riti di Conclusione
Processione di uscita
PROMESSA DEGLI INVESTENDI
CANTI
Lauda Jerusalem
Pange lingua
Rallegrati Gerusalemme
Veni, Creator Spiritus
Te Deum
Salve Regina
Tantum Ergo
PREGHIERA DEI CAVALIERI E DELLE DAME
UFFICIALITA' DELLA VERSIONE IN LINGUA ITALIANA

Ordo Equestris Sancti Sepulcri Hierosolymitani
Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme
Equestrian Order of the Holy Sepulchre of Jerusalem
Ordre équestre du Saint-Sépulcre de Jérusalem
Orden Ecuestre del Santo Sepulcro de Jerusalén
Ordem Equestre do Santo-Sépulcre de Jerusalém
Ritterorden vom Heiligen Grab zu Jerusalem
Ridderorde van het Heilig Graf van Jeruzalem
Zakon Rycerski Grobu Bozego w Jerozolimie
Ιππική διαταγή του ιερού τάφου της Ιερουσαλήμ
Конноспортивный заказ святейшей могилы Иерусалима
예루살렘의 신성한 무덤의 기마 순서
エルサレムの神聖な墓の乗馬順序
耶路撒冷聖潔墳墓的騎馬命令
耶路撒冷圣洁坟墓的骑马命令
OESSH
Sito Web : http://info.oessh.va ;
www.vatican.va/roman_curia/institutions_connected/oessh/
( sito ufficiale dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme )
( official site of the Equestrian Order of the Holy Sepulcher of Jerusalem )
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OESSG
Luogotenenza per l'Italia Meridionale Tirrenica
E-mail: info@oessg-lgimt.it
Web: www.oessg-lgimt.it